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vigna sfuocata

NOVARA-VCO- 13-03-2017- Il comparto vitivinicolo attende un vero inizio di sburocratizzazione. L’avvio del registro di cantina telematico non può prescindere dal corretto funzionamento dei sistemi operativi del Ministero. Questi i punti salienti delel rivendicazioni effettuate da Coldiretti Novara- Vco in un comunicato stampa: “Le attese rispetto alla sburocratizzazione che il Testo Unico deve portare sono disattese- spiega Roberto Cabiale, vicepresidente di Coldiretti Piemonte con delega al settore vitivinicolo - Le imprese vitivinicole costituiscono l’importante tessuto economico piemontese e non devono trovarsi in difficoltà per formule che, sicuramente possono avere un’utilità, ma che ad oggi evidenziano palesi difficoltà di funzionamento. La gestione dei registri di cantina telematici si sta rivelando complicata, senza contare che al momento si stanno verificando problematiche di tipo informatico, legate anche al fatto che molte aree rurali ancora non sono coperte dalla rete digitale”.

“Occorre, prima di tutto, rendere funzionanti i sistemi operativi e predisporre gli applicativi per le procedure che vengono richieste” sottolineano Delia Revelli presidente di Coldiretti Piemonte e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa. “Coldiretti, quindi, proseguirà ad impegnarsi nelle sedi deputate affinché si possa andare a regime, nei tempi opportuni, con le semplificazioni legate allo sviluppo delle attività connesse al registro di cantina telematico e consentire, in modo realmente efficiente, l’automatizzazione delle dichiarazioni di produzione e lavorazione”.

“Solo risolvendo tali problematiche – aggiunge Sara Baudo, presidente della federazione interprovinciale Coldiretti Novara Vco - la sburocratizzazione prevista dal Testo Unico sul vino, raggiunta grazie ad anni di lavoro della nostra Organizzazione, potrà avere realmente una ricaduta positiva sull’attività delle nostre imprese vitivinicole”. La viticoltura ha un particolare rilievo nell’area del Medio Novarese e, grazie al ‘Valli Ossolane’, anche nel Vco: come confermano i dati regionali, la viticoltura in provincia di Novara conta oltre 560 ettari di superficie, a cui vanno aggiunti i circa 40 dell’Ossola: mediamente, la produzione totale, negli ultimi anni ha superato mediamente i 34.000 e i 2.570 quintali. Il sesto censimento generale dell’agricoltura rilevava nel 2010 466 aziende con superfici vitate in provincia di Novara e 143 nella provincia del Vco. “Si tratta di un comparto molto importante, come denotano ancora i dati, per l’intera economia delle due province: il vino è, infatti, uno dei prodotti novaresi il cui appeal estero appare in crescita, grazie anche della storia della docg Ghemme, che quest’anno ha compiuto vent’anni esatti, e delle doc Fara, Sizzano, Boca e Colline Novaresi. E così in Ossola, grazie alla doc Valli Ossolane, che ha dato nuova linfa alla viticoltura di montagna” conclude Baudo.

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