MALPENSA - 04-12-2023 --Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Varese nel corso di un’operazione finalizzata al contrasto del traffico internazionale di stupefacenti, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, una donna italiana rea di aver importato quattro chili lordi di cocaina, sapientemente occultata nel doppiofondo di una pentola.
La spedizione, arrivata alla Cargo City dell’Aeroporto di Malpensa proveniente dall’Ecuador, è stata intercettata dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Malpensa che, impegnate ad analizzare le migliaia di spedizioni transitanti ogni giorno, sulla base di accurate procedure di selezione basate su indici di rischio economico-finanziario hanno individuato quella contenente la sostanza stupefacente.
Nella fase successiva all’analisi di rischio, i finanzieri hanno ispezionato un pacco contenente un set di pentole apparentemente insospettabile. Tuttavia, l’esperienza dei militari ha permesso di notare tra i numerosi tegami visivamente perfetti uno più pesante degli altri, in cui era stato ricavato un doppiofondo perfetto tra la parte di cottura ed il tegame contente la cocaina.
Con l’autorizzazione dell’Autorità giudiziaria di Busto Arsizio, i Finanzieri hanno dato esecuzione alle “operazioni speciali” finalizzate ad acquisire ulteriori prove ed elementi di fatto utili a individuare i responsabili del traffico di droga, identificando la reale destinataria della spedizione, che è stata consegnata a Cupra Marittima. Il conseguente intervento in flagranza ha consentito alla polizia economico-finanziaria di sequestrare la spedizione contenente più di quattro chili di cocaina e di arrestarne l’importatrice.
Durante l’operazione in flagranza di reato, i Finanzieri hanno perquisito l’abitazione dell’arrestata ed hanno rinvenuto anche dell’hashish, un bilancino di precisione e due telefoni cellulari che sono stati sequestrati in quanto cose pertinenti al reato e sottoposti ad esame da parte dei finanzieri qualificati Computer Forensics e Data Analysis (CFDA) utili per l’acquisizione delle prove legate a crimini – specialmente se informatici.
Il Gip di Fermo ha convalidato l’arresto in flagranza operato dalle Fiamme Gialle, disponendo altresì la misura cautelare dell’indagata in carcere vista la ravvisata gravità della condotta dell’indagata, dato che la donna organizzava il traffico da casa. Determinanti per la valutazione anche dell’elevato rischio di recidiva, si sono rivelate specialmente le discordanze nelle dichiarazioni rese dall’indagata, apparse del tutto inverosimili considerata la sua professionalità nell’agire non solo nel ricevere spedizioni ma anche nell’organizzare assieme ad altri soggetti gravati da plurimi precedenti ulteriori importazioni di spedizioni del tutto simili a quella sequestrata.
Con questa operazione è stato impedito l’approvvigionamento di un ingente quantitativo di cocaina ai pusher che poi, ricavandone almeno 6.000 dosi, l’avrebbero distribuita ai giovani nelle piazze di spaccio, per un profitto illecito stimato di almeno 300.000,00 euro.


