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drago paruzzaro

PARUZZARO -14-12-2023 --E’ stata fatta donazione alla comunità di Paruzzaro di una magnifica scultura policroma in legno rappresentante un drago processionale, utilizzata annualmente nel Novecento durante i tre giorni delle Rogazioni. Attori dell’evento il Gruppo Archeologico di Arona, con il suo presidente Carlo Manni, la signora Alba Giacometti e l’Amministrazione Comunale nelle vesti del Sindaco Mauro Julita, della Vice Giovanna Bonaiti e dell’Assessore Matteo Mora.


La signora Giacometti aveva recentemente donato al Gasma la scultura fortunatamente salvata dalla scomparsa negli scorsi decenni dal marito Walter Giacometti e il GASMA , dopo opportuni consolidamenti e pulizie aveva deciso di consegnarla al Comune di Paruzzaro. Si è colta pertanto l’occasione della presentazione del libro del GASMA Antiquarium volume X avvenuta in aula consiliare per consegnare formalmente l’oggetto.
Nel volume presentato e nella videopresentazione in Power Point infatti il presidente dell’associazione donatrice tratteggia anche la funzione e la storia del Drago Processionale.
Le Rogazioni erano nella liturgia cattolica processioni popolari di supplica, che percorrevano ogni territorio comunale per propiziare i raccolti. Si svolgevano per tre mattine consecutive prima del giovedì dell’Ascensione di Cristo. Dal medioevo si prese l’abitudine di accompagnarle con un simbolo inastato sopra il corteo raffigurante il demonio, cioè un serpente alato o drago, che era il predatore dei raccolti. A Paruzzaro lo chiamavano l’Uslàsc, a Borgomanero l’Uslasciu. Nella rappresentazione scenica questo drago nel giro dei tre giorni veniva sconfitto da preghiere, litanie e aspersioni di acqua benedetta, passando dalla testa della processione alla coda e così pure cadevano in basso le sue ali, la testa eretta e la sua coda mobile (negli esemplari snodabili). Era la vittoria del Bene sul Male.


Di questi simulacri così diffusi in Diocesi ed oltre si sono conservati quelli di Oleggio Grande (ma in origine di Bellinzago), di Borgomanero, di Intra, Carpignano Sesia, Sizzano e dell’Isola di S. Giulio, tutti metallici e ben differenti, mentre un ultimo visto a Briga, pare oggi perduto. Le molteplici differenze orientano verso un’origine diversa del drago di Paruzzaro, nato per altre funzioni a fine ‘700 e poi riutilizzato come elemento processionale. La sverniciatura della tinta verde, che lo rendeva mostruoso come un demone, ha rivelato l’elegante color argento originario del corpo del drago che mostrava già le ali color oro. E’ in queste sembianze più eleganti che il Drago verrà esposto a breve nella Sala Consiliare paruzzarese come ulteriore testimone del passato, insieme all’affresco di Madonna e Santi, alle mappe e agli altri documenti storici.

 

 


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