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Ferdasky team su ghiacciaio

ISLANDA - 19-03-2024 -- Sono giunti nella tarda mattinata di lunedì 18 marzo al rifugio di Grimsfjall, dopo 10 lunghi giorni di marcia. Il Team potrà così finalmente riposare al coperto e asciugare l’abbigliamento e i materiali dopo questi primi dieci giorni sul ghiacciaio.
La spedizione ha preso le mosse nella mattinata di venerdì 8 marzo da Egilstadir, nella parte est dell’Islanda.
Roberto Ragazzi, Stefano Farronato e Roberto Fantoli, il Ferdasky Team, dopo l’arrivo a Reykjavik mercoledì 6 marzo, alle prime luci di venerdì 8 hanno preso un volo interno per raggiungere la piccola località nella parte sud est del Paese dove ad attenderli c’era Jakop che con la sua superjeep li ha accompagnati nei pressi di Snaeffell.
Sci ai piedi e pulka legata al traino, i tre sono così partiti all’attacco del Vatnajokull la quarta calotta di ghiaccio più grande al mondo, la più importante in Europa per volume.
La loro sfida è l’attraversamento integrale da Est a Ovest del ghiacciaio: 180 km in completa autosufficienza e senza supporto.
Il meteo si è subito rivelato l’incognita principale: già dal primo giorno le condizioni sono state difficili, con neve e pioggia battente. Il trio è comunque riuscito a raggiungere il plateau del ghiacciaio nei tempi previsti, sfidando giornate di nebbia persistente e abbondanti nevicate che ne hanno rallentato il passo e dunque la progressione.
Nelle giornate di martedì 12 e mercoledì 13 sono stati cotretti a trascorrere 36 ore chiusi in tenda per le forti raffiche di vento, che ha raggiunto punte oltre i 60 km orari, impedendo qualsiasi movimento. Solo dopo le 12 di giovedì 14, hanno potuto riprendere il loro cammino. Non senza fatica, con una visibilità davvero pessima, lunedì mattina hanno raggiunto finalmente il rifugio di Grímsvötn.


«Stiamo bene, ci fermiamo il necessario per recuperare le energie e asciugare tutto. Gli ultimi giorni sono stati davvero molto impegnativi, non solo fisicamente, ma anche e soprattutto mentalmente. Quindi ora riposiamo un po' e poi ripartiremo per affrontare la parte più tecnica della spedizione: uscire dal ghiacciaio in una zona impervia, in discesa e con molti crepacci» fa sapere Ragazzi in uno dei suoi messaggi. Le difficoltà non mancano dunque ma il morale è alto.


«Fisicamente stiamo bene, e nonostante lo stop forzato in tenda ci sentiamo pronti e fiduciosi» grazie anche ai tanti messaggi che ricevono sui social dove è stata lanciata una raccolta fondi a sostegno del progetto charity «From ice for life» in collaborazione con la Ong Vispe che si propone di costruire un acquedotto in Burundi con il supporto di Cimberio spa e per il quale è stata aperta anche una sfida dedicata su GoFundMe.


Per le donazioni è possibile contribuire seguendo il link https://gofund.me/6185f46d, mentre la traccia live del loro cammino è consultabile qui: https://share.garmin.com/RobertoRagazziFerdasky2024.

 

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