
OVEST TICINO - 22-05-2024- La RCM, Rete Comitati Malpensa ha diffuso una nota con la quale ha fatto alcune considerazioni sull'audizione di Sea avvenuta alla Commissione Trasporti in Regione Lombardia. Il tema trattato riguardava essenzialmente i progetti ed i relativi dati, riferiti all’area cargo dell’aeroporto di Malpensa, con particolare riferimento alla VIA recentemente licenziata ed a successivi atti parlamentari (vedi decreto “aria”), progetti di cui si è richiesto se si è tenuto conto di una pianificazione complessiva sul sistema aeroportuale lombardo e nazionale oppure si è valutata solo le “richieste” di Malpensa.
Secondo Sea si tratta della prima volta che viene rilasciato per l’aeroporto di Malpensa un decreto di compatibilità ambientale VIA. Questa è una novità assoluta, assolutamente positiva. Per la Rete, invece, Non pare un vanto, anzi è la prova provata che la crescita dimensionale e operativa dello scalo è avvenuta sin qui senza una verifica della sua sostenibilità ambientale. Occorre considerare che Malpensa è operativa da 25 anni senza una verifica positiva di compatibilità ambientale. Il progetto Malpensa 2000 evitò la VIA grazie ai soliti italici ritardi nel recepimento della apposita direttiva Comunitaria 337/85 sulla VIA.
Anche la VIA ex-post del 1999, che bocciò il trasferimento del traffico aereo da Linate a Malpensa, fu by-passata dal decreto D'Alema le cui prescrizioni non furono mai completate, soprattutto quelle attinenti agli aspetti ambientali.
Sempre secondo Sea“il Masterplan, di fatto, ha avuto il decreto ci compatibilità ambientale approvato, con una prescrizione che riguarda lo sviluppo a sud del cargo, di fatto è stato approvato tutto”
“c’è tutto lo sviluppo a sud, l’unica espansione del sedime prevista da tutto il Masterplan: quella espansione prevedeva nel 2009 440ha perché prevedeva la terza pista. Oggi questo Masterplan non prevede la terza pista,. Oggi il Masterplan è esattamente questo, prevede 44ha di estensione del sedime .
Per i Comitati, Il passaggio finale del Masterplan, è arrivato dopo il cosiddetto “Protocollo d’intesa” sottoscritto non dai Comuni di un generico Territorio, ma dai soli sindaci del CUV che non hanno neppure interpellato i loro Consigli Comunali e mai approvato dal Parco del Ticino. In ogni caso non si può continuare a dire che “il Masterplan prevede 44ha di estensione del sedime” poiché questa è veramente l’unico elemento bocciato senza alternative o possibilità di revisione. Semmai l’espansione della Cargo è da conteggiare all'interno del sedime nella ri-progettazione delle alternative previste dal decreto VIA, con la sola eventuale eccezione dei 12 ettari della via di rullaggio di collegamento tra l'attuale Cargo City e la nuova area cargo interna al sedime secondo la soluzione 2a prevista dalla stessa SEA nello Studio di Impatto Ambientale, l’unica avvallata, con diverse riserve, dalla VIA Ministeriale.


