CASTELLETTO TICINO – 01-07-2025 --“La Tari aumenta, ma non per tutti allo stesso modo. Più 7% per la grande distribuzione, più 45% per i bar-ristoranti e pizzerie. E’ così che si vogliono affossare i pochi locali ancora presenti in paese ?”.
Così Matteo Besozzi, ex sindaco ed ora minoranza con “Progetto Castelletto”, attacca la giunta Stilo: “ La Tari è aumentata a dismisura per i negozi che già sono in crisi e molti hanno chiuso. C’è una enorme sproporzione. Quando ero amministratore comunale succedeva il contrario. Gli incassi dai supermercati devono servire per tenere bassa le tasse della piccola distribuzione e dei residenti. Invece qui avviene il contrario. Il risultato è che in paese c’è la desertificazione".
Massimo Stilo, sindaco di Castelletto, replica:”Gli aumenti della Tari derivano dal piano del consorzio gestione dei rifiuti. E’ vero che la grande distribuzione ha subito aumenti più contenuti, ma si tratta di superfici molto più grandi rispetto ai negozi del paese. Inoltre con il Distretto del Commercio abbiamo distribuito alle attività commerciali 32.000 euro e 20.000 potranno essere erogate per il rinnovo dell’arredo urbano. Ed abbiamo in programma altre iniziative simili. I locali chiusi ? Hanno chiuso alcuni bar ed il Circolo, ma per motivi di affitti e di altre problematiche che non c’entrano nulla con la clientela ed il Comune”.
Emanuele Bertani, assessore al commercio, aggiunge: “ L’aumento della Tari era di 100.000 in più all’anno ed è stato contenuto perché ben 33.000 euro della imposta di soggiorno è stato destinato a coprire in parte l’aumento. L’incremento del 45% è spalmato in due anni, ma è stato applicato sulle tabelle merceologiche che avevano possibilità di aumento, non era possibile farlo sulla grande distribuzione che era già al massimo. Ed abbiamo contenuto gli aumenti per le civili abitazioni come da sempre tradizione a Castelletto Ticino dove la Tari per il 60% la pagano le attività e per il 40% le abitazioni. Bar, pasticcerie e ristoranti potevano subire un ulteriore aumento, ma non l’abbiamo fatto". (M.R)


