CERNIVCI –4-7-2025 -- In un Paese segnato dalla guerra, dove ogni giorno può portare notizie difficili, esistono ancora luoghi che resistono al conflitto con la forza gentile della quotidianità. Uno di questi è via Olha Kobylianska, cuore pedonale e culturale della città di Cernivci, nell’Ucraina sud-occidentale, non lontana dal confine con la Romania.
A raccontarcelo è Piero Lometti, ossolano trasferitosi da alcuni anni proprio in questa zona dell’Ucraina, lontana dal fronte ma non per questo estranea al peso della guerra. Attraverso il blog amico La Valle del Rosa, Piero ci aggiorna periodicamente con immagini, pensieri e testimonianze di vita quotidiana, tra riflessione e resistenza civile.
Le foto che ci arrivano da Cernivci – inviate proprio da Piero in questi giorni – raccontano una realtà che sembra apparentemente sospesa: la via Olha Kobylianska è viva, pulita, curata. I caffè all’aperto, i fiori, le vetrine ordinate, i palazzi storici che trasudano cultura. Persone che passeggiano, si fermano per un gelato o per ascoltare un musicista di strada. Ragazzi che giocano, un pittore che ritrae i passanti, note di sassofono che galleggiano nell’aria.
Olha Kobylianska, scrittrice e attivista, è il simbolo di una femminilità colta e resistente, e la via a lei intitolata porta oggi il segno di una volontà precisa: quella di non arrendersi. La strada pedonale è una delle mete preferite degli abitanti della città, ma anche uno spazio dove cultura e socialità convivono – tra musei, librerie, cinema e terrazze.
Come riportava anni fa una giornalista locale, «Olha Kobylianska è un esempio lampante di strada europea». E oggi, nonostante il rumore lontano della guerra, continua a esserlo. È la dimostrazione di come la normalità, anche nei momenti più difficili, non sia solo un’illusione: è una forma di resistenza.
Una strada, quindi, che non nasconde la guerra, ma la attraversa con dignità. Un piccolo frammento di pace che parla a nome di un popolo intero.


