1

procura novaraCASTELLETTO TICINO -12-10-2017- Per qualche anno

la convivenza tra le due famiglie, che abitavano in una villetta a due piani a Castelletto Ticino, era stata se non pacifica quantomeno “normale”: al piano superiore gli anziani padroni di casa con il figlio, al piano inferiore la figlia con il marito. Tutto era filato più o meno liscio fino a un giorno di gennaio di quattro anni fa quando a casa era arrivata una raccomandata con una fattura per lavori fatti in casa molti anni prima. "Diceva che dovevamo pagare; non ci quadrava quella storia e così ci siamo rivolti a un avvocato”. E da quel momento sarebbero iniziati i problemi di convivenza, culminati prima in una denuncia poi in un processo nel quale il marito della figlia dell’anziana coppia è accusato di stalking non solo nei confronti dei suoceri ma anche del cognato. Una storia di liti familiari, di dispetti e ripicche ma anche di minacce nei confronti degli anziani che poi avevano addirittura deciso di lasciare quella villetta e trasferirsi altrove.  “All’inizio erano dispetti – aveva raccontato il cognato – Lasciava la sua macchina parcheggiata nel cortile in modo che io non potessi uscire con la mia; ma poi continuava a chiedere quei soldi a mio padre, che ha ottant’anni ed è anche invalido, e diceva che aveva in mano delle carte, che a suo dire erano state firmate da mio padre, in base alle quali poteva anche vendere alcuni terreni che sono vicini a casa”. I due anziani, che un giorno mentre erano in cortile a pulire il vialetto con la canna dell’acqua erano stati aggrediti verbalmente dal genero, per paura di incontrarlo non scendevano neppure più in giardino. “Eravamo molto impauriti – ha confermato l’anziana in aula -  cercavamo di scendere solo quando lui non era a casa. State attenti, ci diceva, che la gente va fuori di testa. Sentite quante cose si dicono alla televisione che succedono tra vicini”. Alla fine avevano lasciato la casa e si erano trasferiti, non prima però di averlo denunciato. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 8 mesi di reclusione, la difesa l’assoluzione, il legale di parte civile (si sono costituiti i due anziani e il loro figlio) ha chiesto un risarcimento di 15mila euro. Si tornerà in aula a febbraio per eventuali repliche e sentenza.

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.