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OLEGGIO CASTELLO–30-12-2017- No all’accordo pubblico-privato ad Oleggio Castello. La minoranza consigliare contesta con un documento di ben 16 punti l’accordo concluso preliminarmente che mira a spostare le cubature dal centro storico (di edifici fatiscenti) e altre già predisposte in via Monte Oleggiasco in via Maglio ed in un’altra zona residenziale del paese. Un accordo, approvato dalla maggioranza, ma respinto con forza dall’opposizione, in quanto non è equo. Per Gianluca Ubertini si va contro la relazione del PRG. “Nell’accordo invece di recuperare aree già edificate, come indicato dal PRG, si va verso il consumo di nuovo suolo. Gli edifici che devono essere demolii vicino al Comune sono inseriti nel nucleo di antica formazione dove sono previsti attualmente interventi di restauro conservativo e ristrutturazione. Come è compatibile l’abbattimento previsto? Inoltre il nuovo PEC va ad incidere su di un’area di particolare pregio boschivo ed idrogeologico, senza tenere conto delle precedenti prescrizioni della Regione in fase di approvazione del PRG. L’intervento in via Monte Oleggiasco (quello che verrebbe ora stralciato dall’amministrazione per far approvare il nuovo accordo ndr) era già criticabile in quanto concentrava il 40% della volumetria di nuovo impianto in un’unica area di proprietà di uno stesso soggetto, ma aveva un senso con la prevista realizzazione di una strada di collegamento con via Verdi , essenziale per alleviare il carico viabilistico della via monte Oleggiasco. Con il nuovo accordo il privato non dovrà più realizzare questa opera.” Ancora Ubertini: “ 5000 metri cubi sono liberati e potranno essere ridistribuiti secondo la giunta “ per correzioni di errori o incongruenze nel PRG oltre che per altre richieste di edificabilità pendenti. “ Per la minoranza : “Non è chiaro. La sensazione è che la distribuzione di tali volumetrie possa essere usata come strumento per accrescere l’apprezzamento della amministrazione, anche in ottica elettorale. E su questo vigileremo, perché avvenga con criteri di imparzialità.” Ubertini poi pone l’accento su varie criticità che riguardano la stessa ammissibilità della procedura della variante. Ci sono dubbi geologici sullo spostamento di 7548 metri cubi in via Maglio. Quale sarà la destinazione delle aree dove saranno abbattuti gli edifici del centro storico. Sarà fatto un semplice parcheggio in asfalto o si prevede qualcosa di meglio ? “Per Ubertini era ipotizzabile un piano di recupero degli edifici privati fatiscenti. “ Il mancato intervento di bonifica degli edifici fatiscenti viene usato alla fine come strumento di pressione per ottenere benefici altrimenti non ottenibili e questo non pare ammissibile. E poi ci sono altre condizioni che obbligano l’ente pubblico a ulteriori spese.” Non era ad esempio previsto che le aree del centro storico fossero cedute sgombre. Esisteva il rischio che sia poi il Comune a doversi accollare anche gli oneri della demolizione, ma il consiglio ha poi accolto la nostra richiesta inserendola nell’accordo.”  (M.R)

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