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condominio arona

ARONA - 20-08-2018 – Dopo trenta anni il Comune chiude la causa con la proprietà del condominio di via Vittorio Veneto conosciuto ad Arona come “Schena” (dal nome del costruttore dell’epoca). E la vince, portandosi a casa 250.000 euro. Ne dà notizia il sindaco Alberto Gusmeroli: “Si tratta di un condominio (anzi dello scheletro di un immobile di tre piani di fronte all’ex stadio ndr) come tanti ad Arona la cui costruzione non si sarebbe mai dovuta autorizzare. Un condominio creato in mezzo ad altre costruzioni  ed era il risultato di un abuso edilizio oggetto di un condono. Inoltre la struttura era già protagonista di una causa ventennale per l’entità della cifra del condono. Il Comune ha vinto la vertenza contro la proprietà dello “scheletro” di via Vittorio Veneto. Il Giudice, nel dare ragione al Comune, ha fissato un termine per versare circa 250.000 euro di oneri da condono. In caso di mancato versamento l’immobile sarebbe stato abbattuto." Il sindaco spiega poi come si sia conclusa in questi giorni la vicenda: “Il termine scadeva l’8 agosto. Ero in Parlamento quando la proprietà mi ha contattato telefonicamente chiedendo una proroga del termine di versamento. Ho risposto che se fosse stato per me quel condominio non sarebbe mai stato autorizzato. Ho sottolineato che una legge dello Stato ha permesso di sanare l’abuso edilizio, ma che, io se non fosse stata versata la cifra stabilita, avrei fatto abbattere il condominio il giorno dopo il termine stabilito dal Giudice.” La proprietà ha deciso di non opporsi oltre, pena la distruzione dell’immobile, che è in vendita, ed ha versato nelle casse del Comune 250.000 euro. Il sindaco è soddisfatto “ Magari per abbatterlo sarebbero passati altri vent'anni di cause a carico dei cittadini. La politica che, oltre venticinque anni fa ha autorizzato quello scempio edilizio, deve vergognarsi. Come deve vergognarsi per tanti condomini costruiti ad Arona dagli anni 60 agli anni 2000 realizzati grazie alla politica asservita agli imprenditori edili.” Il condominio nacque sulle ceneri di una vecchia cascina negli anni ’90 e la costruzione parti come ristrutturazione, poi nel periodo di “Mani pulite” l’operazione fu bloccata dalla Magistratura. A quell’epoca furono i governi cittadini a giunte PSI e DC ad autorizzare la costruzione. (ma.ro)

 

 

 

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