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felice riva

GIGNESE-7-11-2016- Felice Riva è stato uno dei protagonisti del boom economico e poi della crisi degli

anni ’70. Nato a Legnano da Giulio Riva e Luisella Lampugnani (erede dei pittori Lampugnani), Nel 1960, alla morte del padre Riva iniziò la guida sia dell'azienda di famiglia (che allora contava una trentina di stabilimenti per un totale di 15.000 dipendenti), sia delle società commerciali e finanziarie controllate. Felice Riva, detto "Felicino" o "biondino", si lanciò in una serie di operazioni finanziarie rischiose di alta finanza e nella borsa italiana. Nel 1963 successe ad Andrea Rizzoli e assunse la carica di presidente del Milan ruolo che mantenne fino al 1965 quando, dopo l'esito disastroso di alcune operazioni di alta finanza, l'industriale portò le sue aziende a un buco di 46 miliardi di lire (corrispondenti a circa a 400 milioni di euro) con il conseguente fallimento del gruppo tessile di famiglia, e determinando così la chiusura di tutti gli stabilimenti e la conseguente perdita di 8.000 posti di lavoro tra impiegati e operai. Ne nacque un processo con una condanna penale giudiziale per bancarotta fraudolenta. Nel 1969 per evitare il carcere fuggi’ a Beirut in Libano, allora la “Svizzera del Medio Oriente”, dove condusse una vita agiata. Nel 1982 Felice Riva rientrò in Italia e ottenne, grazie ad alcuni condoni e amnistie, una riduzione della pena a pochi mesi. Vive con la figlia Raffaella a Forte dei Marmi in Versilia.

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