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santini minoletti buratti

VERBANIA - 22-05-2020 -- E venne il giorno

di bar e ristoranti. In Piemonte inizia domani la vera Fase-2 degli imprenditori della ristorazione che, dal take away, possono finalmente passare alla riapertura dei locali, nei quali non mette piede cliente da due mesi e mezzo. Non è un ritorno alla normalità, perché ci sono restrizioni e norme igienico-sanitarie da rispettare che complicano, a seconda delle dimensioni e della conformazione dei locali, l’attività.

Abbiamo sentito alcuni tra i principali ristoratori del Verbano. In queste ore sono accomunati dagli ultimi preparativi e vivono di dubbi e speranze, di incertezza ma anche di voglia di riaprire. “Intanto iniziamo a partire, poi vedremo giorno per giorno come andrà” – dice Raffaele Santini, che con il socio Armando Ducale è titolare del Magnolia di Cannero Riviera e del Concordia di Verbania. “A Cannero non abbiamo avuto difficoltà logistiche nell’approntare il ristorante ma lì, il problema, sono i clienti. Viviamo delle presenze straniere, dei turisti e di chi si trova di passaggio sul Lago Maggiore. Residence, alberghi e campeggi sono chiusi e, soprattutto, sono chiuse le frontiere. Finché non riapriranno…”. Al Concordia, in centro a Intra, la situazione è diversa. “Seguendo le nuove norme abbiamo dovuto ridurre i posti a tavola di circa la metà – prosegue –. Partiamo con personale ridotto e speriamo nella ripresa. Non voglio essere pessimista ma così è dura, anche perché il ristorante non è solo sedersi a tavola a mangiare. Ci sono convivialità, atmosfera, calore… che il distanziamento sociale e le mascherine non favoriscono di certo”.

A Campino, sulle alture di Stresa, Davide Minoletti freme per poter tornare a lavorare. “Siamo stati chiusi troppo a lungo e bisogna ripartire: è inutile piangersi addosso” – commenta il patron de La Rampolina. Essere un locale fuori mano ha il pregio degli spazi. “Di posto ne abbiamo, e il panorama delle Isole è sempre splendido. Quest’anno abbiamo creato un grande orto e uno spazio aperto per gli aperitivi. Dobbiamo adeguarci e offrire al cliente il meglio che possiamo, anche andando oltre il pranzo e la cena. Ho riscontri positivi dalle prenotazioni del weekend e sono fiducioso”.

Eros Buratti, affinatore di formaggi e titolare de La Casera di piazza Ranzoni a Intra, durante il lockdown ha lavorato per la parte alimentare, anche col servizio a domicilio. Ora è pronto a ripartire con la somministrazione. “Ho scelto un inizio ‘soft’, con soli tavoli all’aperto – spiega –, aspetto qualche giorno per capire quanti clienti avremo e come gestirli al meglio. Abbiamo esteso il plateatico raccogliendo l’offerta del Comune e, in piazza, manteniamo i posti a sedere dell’anno scorso. È comunque importante ricominciare e farlo tutti insieme, con spirito di collaborazione, tra esercenti e clienti”.

Nella foto, da sinistra: Santini, Minoletti e Buratti.

 

 


 

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