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GiuseppeRossi

CALASCA CASTIGLIONE - 26-02-2021 - La Valle Anzasca ricorda il 76° anniversario del Martirio di don Giuseppe Rossi.

Oggi, venerdì 26 febbraio il programma prevede alle ore 15 la via Crucis dai Colombetti, Cappella del Martirio, alla Chiesa Parrocchiale
Alle 20.30 santa Messa in Chiesa Parrocchiale a Castiglione

Domenica 28 febbraio, alle 15.30 preghiera alla Cappella del Martirio ai Colombetti, ore 16.30 Santa Messa domenicale in Chiesa Parrocchiale a Castiglione.
Come avvisa il parroco, don Fabrizio Cammelli (Fonte: La Valle del Rosa): "Domenica sarà presente padre Marco Canali, delegato dalla Diocesi a seguire la Causa di Beatificazione, che aggiornerà sull'andamento del processo di Beatificazione. Siamo tutti invitati a partecipare, nel rispetto delle norme vigenti: distanziamento sociale e mascherina"

Il servo di Dio Giuseppe Rossi, fu ucciso per rappresaglia dai nazisti il 26 febbraio 1945. Aveva solo 34 anni.
Don Rossi nacque a Varallo Pombia il 3 novembre 1912 in una famiglia di condizioni umili. Ordinato sacerdote nel 1937, l'anno dopo fu assegnato alla parrocchia di Castiglione Ossola.
Qui si dedicò con grande zelo al suo ministero di parroco di montagna, ancor di più durante la guerra quando gli si presentò l'opportunità di fuggire per porre in salvo la sua vita, ma non volle abbandonare la sua gente. Restò tra loro sino al martirio. Nella mattina del 26 febbraio 1945 alcuni camion di fascisti e nazisti entravano in Valle Anzasca diretti a Macugnaga. All'ultimo ponte prima del paese un mezzo fu colpito da alcune bombe a mano gettate dai partigiani appostati nei boschi sovrastanti; vi furono due morti e numerosi feriti. Proprio in quel momento l'orologio del campanile suonava le nove; e ciò venne interpretato come un segnale lanciato ai partigiani.  Inferociti i militari diedero alle fiamme le case della frazione Paita, quindi fecero 45 ostaggi: vecchi, donne e bambini e anche don Giuseppe che provò a rianimare tutti.  Prima di sera quasi tutti gli ostaggi vennero rilasciati, lo stesso sacerdote potè fare ritorno a casa. Era chiaro che i militari sarebbero tornati a prenderlo, e qualcuno gli consigliò anche di scappare ma don Giuseppe rimase al suo posto. E la tragedia di consumò. A sera il parroco fu prelevato e portato nella frazione Colombetti. malmenato pesantemente anche con pietre e il calcio dei fucili, fu obbligato scavare la propria fossa e poi ucciso con il colpo di grazia.
I paesi lo cercarono per giorni e giorni, solo il 4 marzo una donna del paese - su indicazione di un soldato pentito - ritrovò il corpo e diede l'allarme; la salma fu ricomposta, portata in casa parrocchiale e visitata con commozione da numerosi valligiani. I nazisti cercarono di incolpare i partigiani dell'omicidio ma nessuno vi credette. La salma venne poi tumulata nel cimitero di Varallo Pombia da dove, nel 1991, dopo grandi insistenze, fu riportata nella chiesa parrocchiale di Castiglione.
Il martirio di don Rossi ha fatto sì che la Congregazione per le Cause dei Santi concedesse il nulla osta all’introduzione della Causa di Beatificazione e canonizzazione il 7 settembre 2001. Il processo  diocesano, apertosi il  22 settembre 2002, si è chiuso  il 7 marzo 2004. Don Giuseppe Rossi è attualmente "servo di Dio", il passo successivo sarà la beatificazione, che non sembra lontana.

 

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