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Arona tandem cieco favaretto

ARONA- 18-06-2021-- Si è concluso nella cittadina di Arona l’intraprendente viaggio in bici del caparbio Maurizio Favaretto, che nonostante la disabilità ha percorso in tandem i circa 100km che separano la cittadina affacciata sul Maggiore a Tina, frazione di Vestignè (Torino), dove si trova la RSA di cui Favretto è ospite.
Già perché Maurizio, il protagonista di questa avventura sulle due ruote, ha perso la vista quasi sei anni fa, a causa di un quadro pluripatologico pregresso, ed è ora ospite della Residenza di Tina, situata nell’omonima frazione del canavese. Ad accompagnarlo l’educatore/coordinatore del reparto disabili della struttura, Angelo Vazzana. Una viaggio iniziato all’alba di martedì 15 e che i due ciclisti inerba definiscono romantico, anche se l’intenzione è quella di lanciare un messaggio molto concreto: raccontare al mondo che nelle RSA e nella disabilità c’è vita. “È un ambiente, quello delle RSA, che da sempre nell’immaginario comune è stretto in un binomio con la morte, dualità che con la diffusione dei contagi da Covid-19 si è stretta ancora di più”. Spiega l’educatore, sottolineando come questa immagine non corrisponda alla realtà. In questa ottica si innesta il viaggio, che a tratti assume i lineamenti di una protesta accompagnata dallo slogan: “In RSA c’è vita”. È lo stesso Favaretto ad affermarlo e dimostrarlo con il suo gesto.

Maurizio Favaretto, che ciclista non lo è mai stato, ha però un passato sportivo sia nei panni di calciatore che in quelli di allenatore e dirigente. Un uomo che ha sempre avuto molto da dire, complice la sua vita professionale, essendo stato a capo di un’impresa attiva nel settore commerciale, e che con la cecità dice di aver imparato l’arte del silenzio e dell’ascolto. Nonostante questo cambio di vita, però l’impressione è che abbia ancora molto da dire, forse ora con i fatti.

Il progetto psico/motorio, patrocinato da KINETIKA S.R.L (società nell’ambito della cura e dell’assistenza alla persona), nasce già nel 2019, facendo leva sulla predisposizione sportiva di Favaretto. Come sappiamo il 2020 è l’anno del Covid e del dilagare del contagio, situazione che ha imposto lo stop al progetto, ma solo momentaneo. Faveretto, infatti, non ha mai smesso di prepararsi fisicamente: nei mesi di lockdown, all’interno della sua camera in RSA, si è allenato con una bici da spinning o come preferisce chiamarla velostar, un nome che solo un fine amante della lingua italiana come lui poteva scegliere.  E così macina km per essere in piena forma il giorno della partenza. Una partenza che si fa attende, forse uno scherzo beffardo del destino, visto che il vocabolo tandem è un’alterazione semantica dall’avverbio latino che indica proprio una lunga attesa.

Ma alla fine l’impresa eroica è compiuta: in sella al tandem rosso, il colore della vita, donato da Cicli Tessiore, il duo raggiunge Arona dove ad attenderli c’è un groppo di ospiti e personale (compreso il direttore sanitario della struttura) per festeggiare questo traguardo raggiunto, che, senza anticiparvi troppo possiamo definire solo il primo di una lunga serie.

L’iniziativa ha riscosso il supporto morale di Franco Balmamion, ex campione di ciclismo e Alessia Refolo, atleta e campionessa mondiale paraolimpica.

 

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